DM 10 Marzo 1998

Criteri generali di sicurezza antincendio per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro

Il D.M. 10 marzo 1998 indica i criteri per la valutazione dei rischi di incendio nei luoghi di lavoro e le misure di prevenzione e di protezione antincendio da adottare, al fine di ridurre l’insorgenza di un incendio e di limitarne le conseguenze qualora esso si verifichi (art.1 DM 10 marzo 1998).

Il decreto si applica a tutti i luoghi di lavoro, come erano definiti nell’art. 30 D.Lgs. 626/94, quindi tutti i luoghi interni all’azienda o all’unità produttiva o comunque tutte le aree limitrofe adibite al lavoro, salvo alcune eccezioni contenute nel comma 3 art. 1 D.M. 10 marzo 1998.

Il decreto in oggetto obbliga alla compilazione di un documento di valutazione dei rischi di incendio. In tale documento vanno indicati i nominativi degli addetti antincendio. In più il datore di lavoro è tenuto ad indicare il livello di rischio a cui è sottoposta la propria attività, secondo le tre definizioni rischio elevato, rischio medio e rischio basso.

L’Allegato I del DM 10 marzo 1998 fornisce tutti i dettagli per la compilazione del documento, compresi i criteri per assegnare un livello di rischio alla propria azienda. In base a quanto emerge dal documento di valutazione il datore di lavoro, secondo quanto riportato negli Allegati da II a VII del DM 10 marzo 1998, indica le misure da adottare per:

  • ridurre il rischio incendi;
  • realizzare le uscite di emergenza;
  • realizzare i segnalatori rapidi di incendio;
  • assicurare l’estinzione dell’incendio;
  • rendere efficienti i sistemi di protezione antincendio;
  • fornire un’adeguata formazione e informazione ai dipendenti sul rischio incendio.

Nell’Allegato VII DM 10 marzo 1998 vengono, inoltre, indicati i criteri con cui redigere il piano di emergenza, dove sono contenute tutte le misure organizzative e gestionali da adottare in caso di incendio. Il piano di emergenza è obbligatorio per tutte le attività, tranne quelle che hanno meno di 10 dipendenti.

Il datore di lavoro deve poi designare gli addetti antincendio, che sono mediamente 2 ogni 10 persone o 2 per piano/settore in cui è divisa l’azienda o comunque 2 per ogni turno lavorativo. Gli addetti devono essere adeguatamente formati attraverso corsi per addetto antincendio rischio basso, rischio medio o rischio elevato a seconda della tipologia di azienda in cui sono impiegati.

L’Allegato XI del DM 10 marzo 1998 indica le disposizioni che i datori devono seguire a proposito della formazione di addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell’emergenza.

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